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Arvédze a giòbia ‘n bot! Un ringraziamento a tutti.

Ivrea, 9 febbraio 2016 alle nove e quarantacinque della sera: gli Abbà appiccano il fuoco allo Scarlo, un palo rivestito di erica e ginepro, e finché la bandiera tricolore sulla sua cima non è del tutto consumata, la Vezzosa Mugnaia in piedi sul carro dorato leva alta la spada simbolo del riscatto dal tiranno, mentre il Generale saluta militarmente stando ritto sulle staffe del suo cavallo.

Bruciando l’albero si brucia il passato, che alle soglie della primavera deve lasciare il passo alla nuova vita. Ecco perché non vi è offesa nel bruciare la bandiera tricolore posta sulla cima dello Scarlo: il fuoco rende sacro ciò che lambisce e brucia, e nello stesso tempo gli dà nuova vita.

Al termine dell’abbruciamento dell’ultimo Scarlo, il Generale scende da cavallo e, tenendolo al morso, dà avvio alla Marcia funebre del Carnevale. Sulle vie gremite di cittadini in rigoroso silenzio risuonano solo le note della triste pifferata dei Pifferi e Tamburi e il grave tintinnare delle spade degli Ufficiali trascinate sul selciato. E poi il grido Arvédze a giòbia ‘n bot! – arrivederci giovedì all’una!

Come da  rituale e da cerimoniale, si è chiusa così l’edizione 2016 dello Storico Carnevale di Ivrea.

“Nel momento in cui si conclude questa ennesima avventura il mio primo pensiero è di gratitudine per la dedizione di tutti”, sottolinea Alberto Alma presidente della Fondazione dello Storico Carnevale di Ivrea, “della squadra dei collaboratori e volontari, di tutti gli operatori, dei personaggi e in particolare delle Componenti, che con la loro passione hanno contribuito al rispetto dei valori di identità, storicità e sostenibilità della manifestazione. La ricchezza  dello Storico Carnevale è quella di essere un evento di partecipazione pubblica, e questo impegno da parte di tutti ne è stato ancora una volta una bellissima dimostrazione”.

Nelle otto giornate – a partire dal giorno dell’Epifania e passando per la Terzultime e la Penultima domenica – in cui lo Storico Carnevale di Ivrea scandisce il proprio programma, hanno assisto ai riti e ai cerimoniali carnescialeschi 300 figuranti tra Corteo Storico e gruppi storici ospiti che hanno animato le vie del centro storico, mentre oltre 6.000 aranceri organizzati in 9 squadre a piedi e 54 carri da getto con 576 aranceri si sono sfidati col lancio di 6.000 quintali di arance.

Per la domenica clou i numeri parlano di 16.000 presenze, 7.100 delle quali hanno pagato il biglietto di ingresso. A parte i turisti stranieri, un contingente sempre più in crescita negli ultimi anni, una gradita conferma sono stati i tanti ospiti dalle città e dalle regioni vicine. Molte le telefonate, da Varese, da Genova, da Cuneo, per chiedere notizie sul regolare svolgimento della manifestazione, visto il maltempo: “Mi raccomando aspettateci, anche se piove stiamo arrivando!” il messaggio più ascoltato.

“Il secondo pensiero, anche se non in termini di priorità”, prosegue Alberto Alma, “va alle oltre 50 aziende e istituzioni che con il loro sostegno finanziario diretto, il supporto tecnico e logistico, fanno sì che lo Storico Carnevale di Ivrea venga organizzato con efficienza e che possa arricchirsi sempre più di nuove iniziative. La collaborazione con le aziende sta crescendo e ci fa piacere che ci stiano chiedendo di interagire sempre più da vicino con la nostra manifestazione. Sponsorizzazioni e biglietti di ingresso sono i nostri due canali di finanziamento, non c’è altro. Alle aziende partner e ai cittadini che da fuori Ivrea portano qui il loro interesse e la loro passione va un grazie sentito, dalla Fondazione dello Storico Carnevale di Ivrea e da tutta la città”.

Arvédze a giòbia ‘n bot! Arrivederci a giovedì 23 febbraio 2017, anzi al 6 gennaio con l’uscita dei Pifferi e Tamburi e la presentazione del Generale 2017.

 

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