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Berretto Frigio

Berretto frigioIl Berretto Frigio è un simbolo di libertà che ha una tradizione radicata in tempi remoti: nell’arte greca del periodo ellenistico appare come indumento tipico degli orientali.
Fu uno degli attributi del dio Mitra, poi adottato dai soldati dell’esercito persiano e più tardi, nell’Antica Roma, divenne il copricapo che veniva donato dal padrone agli schiavi liberati, i liberti; fu quindi, molto probabilmente in epoca romana, che il Berretto Frigio (chiamato pileus) assunse il suo valore simbolico di libertà.

In Canavese già si ritrova alla fine del 1300 nella rivolta popolare del Tuchinaggio e nelle antiche stampe che raffigurano gli abitanti dei dintorni di Ivrea, i contadini sono rappresentati con in capo il Berretto Frigio rosso. Entra nell’ufficialità del Carnevale nel periodo della dominazione napoleonica e si carica di ulteriori significati libertari.

Si può dire che a Carnevale il Berretto Frigio rappresenti un vero e proprio marchio di eporediesità. Lo si deve indossare a partire dalle 14.30 di Giovedì Grasso non soltanto per evitare, nei tre giorni della battaglia delle arance, di essere fatti oggetto di lancio – proprio come vogliono la tradizione e l’Ordinanza del Generale – ma anche e soprattutto come espressione di partecipazione attiva alla manifestazione.

Una curiosità: i Pifferi e Tamburi e gli Alfieri indossano un Berretto Frigio corto, come quello tipico della tradizione francese, mentre Mugnaia e popolo portano una calza in lana rossa più lunga che scende a sacco sulla spalla.  Tradizione vuole che lo si indossi insieme ad una spilla in argento con i simboli di pich e pala.

Istruzioni per l’uso

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Guarda come indossare il Berretto Frigio

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