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L’Ordine della Mugnaia festeggia 40 anni

Mugnaia, ph. Collezione-AE-&ATG

Mugnaia, ph. Collezione-AE-&ATG

L’edizione 2017 della Carnevale di Ivrea è un anniversario importante per l’Ordine della Mugnaia, l’associazione che riunisce coloro che hanno interpretato negli anni il ruolo di Mugnaia, Generale, Sostituto del Gran Cancelliere e Podestà. Fondato nel maggio del 1977, l’Ordine compie infatti i suoi primi 40 anni, e potrà celebrare questo importante traguardo tornando nel luogo dove è nato, il Castello di Parella, dove lunedì 27 febbraio si terrà la Magnifica Cena dell’Ordine, il tradizionale appuntamento che, dalla sua nascita, l’associazione organizza ogni anno la sera del lunedì di Carnevale.

Da sempre l’Ordine ha avuto come missione il sostegno e la promozione dello Storico Carnevale di Ivrea in tutte le sue manifestazioni, organizzando per diversi anni in autonomia lo spettacolo in onore della Mugnaia il Sabato Grasso al Teatro Giacosa. Dalla sua fondazione ha realizzato numerosi progetti, tra i quali il rifacimento dei costumi degli Abbà nei primi anni Novanta, il contributo al restauro del Cocchio Dorato nel 2008 e nel 2013, il confezionamento di un nuovo manto e della cappa per la Mugnaia, bandiere dei rioni e delle parrocchie oltre a numerose iniziative benefiche principalmente destinate a enti assistenziali del territorio.  In quest’ultimo ambito, in occasione del suo quarantennale, l’Ordine ha stanziato una somma da destinare all’Ugi (Unione genitori italiani contro il tumore dei bambini) sezione di Ivrea Aosta, che potrà così utilizzarla nell’acquisto di due letti per il reparto di Pediatria dell’Ospedale di Ivrea, diretto dal Dr. Affif Barbara.

Sono sempre stato d’avviso che i giochi vadano presi sul serio e le cose serie affrontate con il sorriso; e, anche se il Carnevale è un gioco, io l’ho sempre considerato degno di essere condotto come fosse la gestione della Fiat.  A ogni rinnovo delle cariche mi presentavo dimissionario da Gran Segretario; le Mugnaie si mettevano a ridere e continuavano a tenermi al vertice”.

La Fondazione dello Storico Carnevale di Ivrea ha avuto l’onore di ricevere un breve testo scritto Cesare Verlucca, fondatore dell’Ordine della Mugnaia: un racconto personale, appassionato, delicato e ironico che narra la genesi dell’Ordine, dall’idea alle frenetiche riunioni fino all’assetto attuale. Un testo così leggero, così profondo che riportiamo integralmente. E proprio un lungo capitolo dedicato all’Ordine della Mugnaia apparirà sull’autobiografia che uscirà per Hever in omaggio ai primi novant’anni di Verlucca: Una vita di carta. Storia di un editore.

Correva l’anno 1977.

Avendo seguito da vicino le ultime campagne carnevalesche mi ero reso conto che i personaggi delle passate edizioni, e in particolare le Mugnaie, per quanto entrate a pieno titolo nella microstoria cittadina, scomparivano tra la folla: non bastava infatti la rossa coccarda con pich e pala in argento a distinguerle dalla marea di signore che gravitavano attorno alla manifestazione.

Avendo tra le mie normali vocazioni quella di organizzatore di eventi e aggregazioni, sia ludiche che amichevoli e commerciali, m’ero messo in testa di trovare una soluzione.

La domenica del Carnevale 1977 si stava danzando all’Hotel Sirio, dove il Coro Alpino Eporediese aveva organizzato la consueta simpatica serata di gala: erano presenti alcune Mugnaie che, come ogni anno, si ripromettevano di incontrarsi per fare qualcosa che consentisse loro di mantenere vivo il ricordo del magico periodo vissuto. Stessi discorsi alcune settimane più tardi, in occasione della cena dei Picche al Lago San Michele: ed è in quella particolare serata che, convinto che i soli discorsi non portassero ad alcun traguardo, avevo deciso fosse giunto il momento di passare dalle parole ai fatti e di raccogliere le sparse forze per unirle in un gruppo omogeneo e compatto.

La Mugnaia in carica (Carla Garindo) e quelle delle quattro edizioni precedenti (Gianna Moia, 1976; Gabriella Dotto, 1975; Lilli Angela, 1974; Monique Jeanne Désiré Van Goietsen-Oven, 1973) si lasciarono facilmente coinvolgere, organizzando seduta stante la prima sin-a dla bela mulinera, che ebbe luogo all’Hotel La Serra sabato 2 aprile. Alla cena parteciparono dodici Mugnaie, scortate dall’eterno Cavallo, più che mai Aiutante di Campo; sei Generali, quattro Sostituti e i consorti di rito.

A partire da quel momento iniziarono, nelle case delle persone interessate, frenetiche riunioni documentate in un albo destinato a diventare il “giornale di bordo” dell’Ordine. È interessante andarvi a ricercare, ad esempio, tra quanti nomi è stato scelto quello che sarà poi attribuito alla neonata associazione: confraternita, consorteria, consorzio, conventicola, fratellanza, comunità, congregazione, associazione, alleanza, società, compagnia, corporazione, unione, federazione, circolo, falansterio, lega, sodalizio, ordine, capitolo, adunanza, combriccola e via inventando. Prevalse in un primo tempo “Lega” (autonomisti ante litteram…), e quasi subito “Ordine”. E serate intere furono spese per individuare le insegne che i membri avrebbero dovuto indossare nelle riunioni ufficiali dell’associazione: lungo mantello bianco per le Mugnaie con ricamati in rosso il pich e pala, e fodera rossa; lo stesso simbolo inciso su cuoio e agganciato a un collare in panno bianco e rosso per Generali e Sostituti.

E si arrivò all’11 maggio 1977, data di nascita ufficiale dell’Ordine della Mugnaia (attenzione: “della Mugnaia” in senso filosofico, non “delle Mugnaie” in senso fisico).

Non venga in mente a nessuno di chiamarle “vecchie Mugnaie”, razza che a Ivrea non alligna, nemmeno quando le benemerite signore raggiungono un’età veneranda. Per gli Eporediesi le Mugnaie sono amatissime per tradizione; “vezzose” per voce da cerimoniale; scelte con cura dagli organizzatori del Carnevale tra signore belle o bellissime.

Dalla sin-a dla bela mulinera erano trascorsi quarantasei giorni. Il Castello di Parella era sembrato il luogo più idoneo per ospitare lo storico avvenimento. Presente e rogante il Gran Cancelliere del momento, notaio Carlo Burbatti; officiante il sottoscritto (al quale fu da subito attribuita la mansione di Gran Segretario, con l’incarico di garantire il corretto funzionamento dell’associazione); la Carta dell’Ordine venne approvata e sottoscritta da quattordici Mugnaie, sette Generali, tre Sostituti.

L’articolo uno stabiliva che l’Ordine della Mugnaia ha il compito di «riaffermare i valori fondamentali della tradizione eporediese, di promuoverne il progresso, di preservare e incrementare le future manifestazioni, in collaborazione e armonia con gli altri organismi esistenti e con quanti promuovono le stesse finalità».

Nell’Ordine potevano entrare non solo le Violette, ma anche i personaggi principali della manifestazione (Generali e Sostituti Gran Cancelliere). Organi dell’Ordine erano e sono restati l’Assemblea Generale, il Gran Segretario, il Consiglio delle Mugnaie con la Gran Mugnaia, la Granera, le Ciambellane.

Se qualcuno mi chiedesse perché al vertice dell’Ordine era stato posto un Gran Segretario anziché un normale presidente confesserò che, per stendere lo statuto dell’associazione, avevo preso a esempio lo statuto dell’ONU sembrandomi il più adatto: mirare in alto non è mai stato peccato…

Dopo il mio lungo regno (ventidue anni) diversi Gran Segretari si sono succeduti a partire dall’anno 2000: Elisabetta Martini, Paolo Bravo, Valeria Chabod, AnnaRosa Esposti.

Qui si impone una precisazione: le affermazioni sopra descritte erano valide nei primi anni della seconda decade del terzo millennio, ma nel frattempo sono stati apportati allo statuto adattamenti e modifiche: nel 2015 ad AnnaRosa Esposti è subentrata Luisa Mussano nella carica di Gran Segretario; nell’Ordine della Mugnaia sono confluiti i Podestà, su richiesta di Paolo Cafasso, in accordo con i Podestà che lo hanno preceduto nel ruolo e su accettazione dell’assemblea dell’Ordine. Nel novembre 2015 il notaio Gian Maria Soudaz, per anni decano dei notai eporediesi e pertanto Gran Cancelliere d’ufficio dello storico Carnevale, ha operato un rigoroso adattamento ai tempi attuali dello statuto che regola l’attività dell’associazione. Nella mia funzione di fondatore dell’Ordine, e di Gran Segretario dei primi ventidue anni di vita, sono stato ovviamente interpellato.

Mi sono trovato poi, nell’ultimo comma dell’art. 23 che regola le competenze e i compiti dell’Assemblea, un codicillo che detta: «In sede straordinaria l’Assemblea ha conferito a un solo membro onorario, persona benemerita, in via del tutto eccezionale e irripetibile, la carica onorifica di Gran Segretario d’Onore» regolarizzando in tal modo la carica che mi era stata attribuita nel 2000, all’accettazione delle mie dimissioni seguite alla morte di Monique.

Da quel fatidico maggio del 1977 l’Ordine ha continuato a funzionare, organizzando riunioni e incontri, sia per i soli membri, sia allargando gli inviti a una più vasta schiera di amici: e tra le altre iniziative, quella che ha sistematicamente incontrato il favore dei suoi fruitori è senz’ombra di dubbio la “magnifica cena dell’Ordine” (evoluzione della mitica sin-a dla bela mulinera), una delle feste più ambite del periodo carnevalesco, svoltasi in una quantità di castelli posti alle coerenze di Ivrea.

Ma l’Ordine (che è poi stato imitato da quasi tutte le altre componenti del Carnevale, dagli Abbà alle Vivandiere…) ha partecipato e continua a partecipare ad altre iniziative, concorrendo ad esempio al rifacimento delle bandiere dei rioni, o degli abiti degli Abbà, o destinandosi al restauro del cocchio dorato sul quale le Mugnaie hanno trascorso i loro giorni di gloria. Lo scopo principale, tuttavia, rimane quello per cui si è costituito: fare in modo che i personaggi delle passate manifestazioni possano trovarsi insieme nello spirito della loro iniziale partecipazione, perché si perpetui anche attraverso di loro il valore delle locali tradizioni.

Sono sempre stato d’avviso che i giochi vadano presi sul serio, e le cose serie affrontate con il sorriso; e, anche se il Carnevale è un gioco, io l’ho sempre considerato degno di essere condotto come fosse la gestione della Fiat.  A ogni rinnovo delle cariche mi presentavo dimissionario da Gran Segretario; le Mugnaie si mettevano a ridere e continuavano a tenermi al vertice. (…)

Cesare Verlucca

 

 

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