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Penultima domenica di Carnevale: presentazione dei carri da getto, riappacificazione dei Rioni, Alzata degli Abbà, fagiolate

La mattina di domenica 8 febbraio sarà dedicata ai protagonisti tra i più scenografici del Carnevale: i Carri da getto. Schierati a partire dalle ore 9.45 in corso Massimo d’Azeglio, sfileranno nelle vie del centro e verranno presentati ufficialmente in piazza del Rondolino, in un’esplosione di colori e tradizione.

Saranno 51 i carri a partecipare alla Battaglia di quest’anno: 36 pariglie e 15 tiri a quattro, che si mostreranno in tutto il loro splendore. A valutarne l’arte e la precisione saranno le giurie Cavalli-Finimenti-Guida e quella per Allestimento e Design.

Alle 12, sul Ponte Vecchio, si terrà la Riappacificazione degli abitanti dei Rioni di San Maurizio e del Borghetto. La tradizione racconta che, nei tempi passati, odi e rancori divisero i due rioni situati sulle sponde opposte della Dora, fino all’uso delle armi tra gli abitanti. Poi, come recita il Libro dei Verbali, “un giorno fu suggellata la pace, merito e vanto delle donne eporediesi che anteponendo la loro persuasione alle armi e la gentilezza alla forza, si posero fra i contendenti e riconciliarono gli animi”. Ancora oggi, il dignitario rappresentante il Console maggiore di San Maurizio e il rappresentante il Bano della Croazia (parrocchia di San Grato) si incontrano a metà del Ponte Vecchio e si abbracciano fraternamente. Si tratta di una cerimonia rievocativa di invenzione ottocentesca.

La riappacificazione si conclude durante il banchetto ufficiale, al termine del quale viene data lettura del verbale. Qui prende avvio il Corteo Storico, che condurrà alla seconda Alzata degli Abbà.

La seconda Alzata vedrà protagonisti: Viola Rossi per San Grato, Margherita Ganio per San Maurizio, Allegra Maria Bergantin per Sant’Ulderico, Lea Bessolo per San Lorenzo e Chiara Perotta per San Salvatore. Come da Cerimoniale, le Alzate inizieranno alle ore 14.30 dalla Parrocchia di San Grato, proseguiranno alle 15 in San Maurizio, alle 15.30 in Sant’Ulderico, alle 16 in San Lorenzo e si concluderanno alle 16.30 nella Parrocchia di San Salvatore.

La giornata prevede anche la consueta distribuzione dei fagioli grassi a partire dalle 9 del mattino presso le fagiolate di Montenavale, Torre Balfredo, Cuj dij Vigne, e Santi Pietro e Donato, oltre al Mercatino degli aranceri in piazza Ottinetti, già operativo dal mattino.

Domenica 8 febbraio 2026
Penultima Domenica di Carnevale

ore 9.00
Fagiolate.
Distribuzione dei fagioli grassi presso le fagiolate di Montenavale, Torre Balfredo (via Grandina) Cuj dij Vigne (via Lago San Michele), e Santi Pietro e Donato (via San Pietro Martire).

ore 10.00
Parata dei carri da getto nelle vie del centro cittadino e presentazione in piazza del Rondolino.
Mercatino degli aranceri in piazza Ottinetti fino alle 17:00.

ore 12.00
Riappacificazione degli abitanti dei Rioni di San Maurizio e del Borghetto sul Ponte Vecchio.

ore 12.30
Pranzo della Croazia in Borghetto.

ore 14.30
Alzata degli Abbà.

ore 14.30 Parrocchia di San Grato; 
ore 15.00 Parrocchia di San Maurizio; 
ore 15.30 Parrocchia di Sant’Ulderico; 
ore 16.00 Parrocchia di San Lorenzo; 
ore 16.30 Parrocchia di San Salvatore.

ore 17.00  
Generala in Piazza di Città.

Dettaglio della giornata | Domenica 8 febbraio 2026

Carri da Getto

Carri da Getto

Ogni Carro da Getto, indipendentemente dal fatto che sia una pariglia o un tiro a quattro, prevede la presenza di un Cavallante e del Capocarro. Quest’ultimo è colui che cura l’organizzazione e la gestione del carro e degli aranceri.
Il Cavallante non è solo un allevatore appassionato e un abile conduttore di attacchi a due o a quattro cavalli: appartiene a un mondo unico, tutto da scoprire, ricco di segreti tramandati da generazioni. Questi segreti si riflettono anche nei raffinati finimenti e nell’elegante incedere degli splendidi cavalli utilizzati per gli attacchi dei carri da getto. Non solo l’ardore in battaglia e la correttezza nel tiro, ma anche la qualità degli allestimenti e dei finimenti dei cavalli sono elementi che concorrono a definire le classifiche finali.
La parata dei carri da getto è il momento in cui i carri che partecipano alla Battaglia delle Arance si mostrano in tutto il loro splendore alla città. La qualità e la bellezza delle bardature sono valutate dai giudici con un punteggio che contribuisce a decretare il carro vincitore del Carnevale.

Storia e tradizione

Questa cura e attenzione ai dettagli riflette la storia di Ivrea e il suo legame speciale con i cavalli. I cavalli sono infatti da sempre oggetto di grande cura e rispetto in città. Ne è conferma lo stesso nome latino della città, Eporedia, che sembra derivare da Ypporegia, dal greco hippos (cavallo) e dal gallico reda (carro), a indicare una stazione di carri equestri.
Ivrea era una città romana all’imbocco della Via delle Galle, sede di una stazione di posta per il rifornimento e il cambio dei cavalli. Anche la Fiera dei Cavalli di San Savino, seconda in Italia solo a quella di Verona, testimonia questo rapporto speciale. Naturalmente, i cavalli sono una componente fondamentale anche per il Carnevale, protagonisti sia nel Corteo Storico sia nella Battaglia. I finimenti utilizzati hanno subito notevoli evoluzioni nel tempo, portando a un continuo miglioramento di qualità e immagine.
Se cinquant’anni fa i cavalli erano impiegati nei lavori di campagna e venivano riuniti solo negli ultimi giorni prima della Battaglia, oggi vengono utilizzati esclusivamente per manifestazioni equestri e sfilate. I finimenti di stile inglese, un tempo oggetto di continue riparazioni per coprire gli strappi, sono oggi di recente produzione e, in alcuni casi, addirittura nuovi, realizzati appositamente per l’occasione.
Grazie anche al contributo dei Cavallanti con i loro cavalli e finimenti, lo Storico Carnevale di Ivrea è diventato una manifestazione di livello europeo, conosciuta in gran parte del mondo.

Allestimento dei carri

Il carro da getto viene allestito a partire da un rimorchio agricolo con pianale piatto a quattro ruote, di cui due sterzanti, con un timone al quale vengono attaccati due o quattro cavalli. Al pianale vengono fissate le sponde, cioè i pannelli laterali di chiusura, alle quali, nella parte interna, vengono attaccate le “conche” o “mangiatoie”. Qui gli aranceri collocano le arance provenienti dalle cassette, per averle a portata di mano durante la Battaglia.
Sulle sponde viene fissato il telone esterno decorato. Alcuni carri sono costituiti da una “sovrastruttura”, che viene installata per il Carnevale e poi custodita smontata per il resto dell’anno, mentre altri hanno una struttura fissa e rimangono allestiti tutto l’anno.
L’allestimento dei carri da getto deve coniugare una precisa funzionalità — permettere cioè il getto delle arance da parte dei tiratori a bordo — a una necessità espressiva: comunicare l’identità del carro, la propria presenza nel Carnevale e la propria particolarità e originalità. È certamente un “esercizio di design” che unisce tradizione, tecnica, creatività e sicurezza.

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