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Arrivederci al 6 gennaio 2027

Lo Storico Carnevale

di Ivrea

Tradizioni Gatronomiche

Mangé & beive a Carlevé

dalle fagiolate a polenta e merluzzo passando per il vin brulè

Nel Carnevale di Ivrea sono presenti molti “riti” nati unicamente per creare comunità. Attraverso questi riti il Carnevale “storico” ritrova e vive la sua più intima e autentica essenza, quella di costruire e rafforzare i legami fra quanti vivono in uno stesso luogo.

La distribuzione del cibo da consumarsi insieme, in modo festoso e collettivo, è sicuramente uno di questi riti ed è spesso un modo attraverso il quale soprattutto le fagiolate rionali portano il Carnevale a quanti per i più svariati motivi non riescono a vivere la festa “ufficiale”. Quindi, dentro e fuori l’ambito istituzionale, il filo conduttore è l’entusiasmo, una insopprimibile volontà di esserci, una passione carnevalesca che mai dorme.

Fagiolate

La tradizione delle fagiolate benefiche risale al Medioevo, quando razioni di fagioli, bene prezioso nell’alimentazione dei popolani, erano distribuite dalle Confraternite eporediesi ai poveri.

 Le fagiolate in numeri

Le fagiolate in numeri

fagiolate

Bellavista (piazza I° Maggio)

Degustazione  —   ore 20.30.
sabato precedente la terzultima domenica di Carnevale

Distribuzione  —   ore 9.30
terzultima domenica di Carnevale

Nel 1976, un gruppo di volenterosi soci dell’allora Circolo ENAL di Bellavista organizzava, sotto l’esperta guida del cuoco dell’asilo Olivetti di Canton Vesco, la prima fagiolata popolare dei quartieri Bellavista, Sacca, Canton Vesco e Sacro Cuore. Questo territorio eleggeva nei primi del ‘900 una propria Mugnaia, quasi a testimoniare come un’area “lontana“ dal centro volesse sentirsi parte della tradizione del Carnevale ma insieme ne rivendicasse una forte indipendenza. La manifestazione si teneva, e si tiene tuttora, a Bellavista nel piazzale antistante il Circolo ENDAS (già ENAL) con grande partecipazione degli abitanti del quartiere e con la distribuzione di circa 15.000 razioni di fagioli e prelibati salamini. La fagiolata popolare del Sacro Cuore  è stata la prima in ordine di tempo a essere compresa nel programma ufficiale del Carnevale di Ivrea.

San Giovanni (piazza Boves)

Degustazione  —   ore 20.30.
sabato precedente la terzultima domenica di Carnevale

Distribuzione  —   ore 9.30
terzultima domenica di Carnevale

La fagiolata nasce nel 1984 dall’idea di un gruppo di persone residenti nel nuovo insediamento urbano del quartiere San Giovanni che desiderava creare un momento di aggregazione per le famiglie appena insediate. Autofinanziandosi per far fronte alle spese, recuperando anche materiali dismessi, riciclando vecchie plance o riadattando a nuovi utilizzi tutto ciò che potesse tornare utile allo scopo, il gruppo di amici ha realizzato quanto necessario per allestire, cucinare e distribuire i fagioli e grazie all’allora Sindaco della città la fagiolata di San Giovanni è entrata a far parte della famiglia delle fagiolate cittadine, godendo anch’essa della visita del Generale, Stato Maggiore e Abbà in occasione della distribuzione che avviene la prima domenica delle alzate, e ricevendo quindi il legittimo “riconoscimento istituzionale”.


Montenavale (via Montenavale 8)

Degustazione  —   ore 22.00
sabato precedente la penultima domenica

Distribuzione  —   ore 09.00
penultima domenica di Carnevale

La fagiolata nasce nel 1935 quando alcuni amici decidono di costituire il gruppo della Fagiolata di Monte Navale con lo scopo di soddisfare il rione con uno o al massimo due paioli di fagioli. L’arrivo della guerra impone un freno, ma non appena la normalità ricomincia a prendere vita, nel 1946 anche la fagiolata ha di nuovo luogo. Nel 1963 l’organizzazione si ferma per varie ragioni ma nel 1984 si riprende con rinnovata energia ed entusiasmo grazie alla forte leva aggregativa nata dalla costruzione di un carro da getto. Oggi il gruppo che gestisce la fagiolata vive con il quartiere grandi momenti di aggregazione, sia per la “questua” (il giro che viene fatto per raccogliere i fondi necessari alla realizzazione della fagiolata stessa) sia per la degustazione del sabato sera, ricca sempre di memorabili “sorprese”.

Torre Balfredo (Casa Giuseppina - via Frandina 2)

Degustazione e distribuzione  —   ore 10.30
penultima domenica di Carnevale

L’origine della fagiolata di Torre Balfredo si perde nella memoria di coloro che fin da piccoli hanno sempre vissuto questo speciale avvenimento e nei ricordi degli attuali organizzatori. Di questa tradizionale fagiolata si occupa, da più di trentacinque anni, l’Associazione Bocciofila Balfredese.La distribuzione avviene a “Casa Giuseppina”, sede della Bocciofila stessa, dove il gruppo, forte dell’esperienza della fagiolata, organizza eventi ricreativi come castagnate o eventi sportivi come la corsa a staffetta  amatoriale o ancora eventi che hanno lo scopo di autofinanziare le varie iniziative che si tengono durante l’anno.


Cuj dij Vigne (via Lago S. Michele)

Degustazione  —   ore 21.30
sabato precedente la penultima domenica di Carnevale

Distribuzione  —   ore 09.30
penultima domenica di Carnevale

La storia di questa fagiolata nasce dall’idea di un gruppo di giovani eporediesi che sentono il bisogno di ritagliarsi una speciale identità all’interno degli eventi che identificano il Carnevale, con la realizzazione di una fagiolata spontanea presso il “rione delle vigne” collocato nell’area del quartiere San Lorenzo. Così a gennaio del 1977 con un manifestino  affisso  sui muri delle case e sui pali della luce da Canton Gabriel  fino a Regione Moncrava si invitano tutti alla prima fagiolata del rione. Oggi si cucinano tre quintali di fagioli per circa 3500 razioni complessive.

San Pietro Martire (ristorante La Rava e la Fava)

Degustazione  —   ore 21.00
sabato precedente la penultima domenica di Carnevale

Distribuzione  —   ore 09.00
penultima domenica di Carnevale

Questa fagiolata spontanea nasce nel 1973 grazie ad un gruppo di amici e, navigando sicura attraverso qualche vicissitudine, oggi viene accolta con entusiasmo dalle circa 100 persone del rione San Pietro Martire, che alla vigilia del Carnevale cittadino, nel mattino presto della domenica della “seconda alzata”, assaporano i primi fagioli grassi del rione, radicando così il senso di una “nuova appartenenza carnevalesca” e, contemporaneamente, rinsaldano l’antico richiamo a prodigarsi per la comunità in festa.


Cuj d’via Palma (via IV Martiri)

Degustazione e distribuzione  —   ore 21.00
Giovedì Grasso ore 16 (dopo il passaggio del Generale).

La fagiolata nasce nel 1964 grazie ai genitori dell’attuale proprietario della “Piola del Generale” situata nel centro della città in quella che una volta si chiamava via Palma, con lo scopo di festeggiare l’imminente inizio dei momenti clou del Carnevale. Dopo il passaggio del Generale e del corteo storico che si reca nel palazzo del Seminario in visita a Monsignor Vescovo, prende vita la distribuzione,  un momento intimo e particolarmente sentito dalla cittadinanza. Si racconta che l’esito di questo passaggio e l’impatto che il Generale ha sulla folla festante determini l’esito della sua campagna, cioè da qui è possibile intuire se il personaggio  risulterà gradito e riscuoterà il meritato successo.

San Lorenzo (Ex Polveriera via Lago S. Michele)

Degustazione  —   ore 22.00
sabato di Carnevale

Distribuzione  —   ore 09.00
domenica di Carnevale

La fagiolata nasce nel 1967  nel quartiere San Lorenzo grazie all’iniziativa dei Coscritti che nell’ambito dei festeggiamenti annuali inseriscono la fagiolata come evento d’inverno.

Il 6 gennaio, giorno dell’Epifania, davanti alla chiesa di San Lorenzo, frutto di un’ iniziativa spontanea che anticipa la vera festa, con la distribuzione di un paiolo di fagioli grassi, si omaggia il passaggio dei Pifferi e Tamburi che “si scaldano le mani”nel loro rituale giro di “sveglia” alla città con una ciotola di fumanti fagioli. Momento questo che è ormai diventato tradizione e gradito assaggio ai passanti e residenti del quartiere.


San Bernardo (piazza della Chiesa)

Distribuzione  —   ore 11.00
domenica di Carnevale

La fagiolata di San Bernardo nasce grazie all’ iniziativa dei Coscritti che fin dall’inizio del secolo scorso hanno sempre organizzato la distribuzione dei fagioli grassi nella “Cascina Capitul”. Nel corso del tempo il testimone dell’organizzazione passa dai Coscritti alla Pro Loco, che dal 2003 tiene viva questa distribuzione e ha provveduto ad inserirla a pieno titolo nella programmazione dei vari eventi che nell’anno animano il quartiere.

Via Dora Baltea

Degustazione  —   ore 21.30
sabato di Carnevale

Distribuzione  —   ore 10.30
domenica di Carnevale

La fagiolata nasce nel 1969 nel quartiere di Via Dora Baltea presso le case degli operai della Montefibre: per questo da molti in città è conosciuta come fagiolata Montefibre. Fin dall’inizio è stato scelto come giorno per la distribuzione dei fagioli la domenica coincidente con il Carnevale cittadino. Attualmente la fagiolata cucina e offre 2 quintali di fagioli a cui si aggiungono 220 kg di cotechini, utilizzati in parte per preparare circa 30 kg di panini distribuiti in piazza.


Castellazzo (piazza Maretta)

Distribuzione  —   ore 08.00
domenica di Carnevale

Questa fagiolata racchiude il senso originario delle Confrarie di “Santo Spirito”, le cui radici risalgono al Medioevo. Grazie alla loro attività di raccolta del cibo nei vari periodi dell’anno fornivano le materie prime per un grande banchetto di fraternità,   che si svolgeva nei giorni della Pentecoste. Tale attività si traspone con naturale eredità nella Fagiolata Benefica del Castellazzo. Le cronache della Benefica fagiolata del Castellazzo che si susseguono negli anni, ci trasmettono il ruolo sempre maggiore che questa fagiolata ricopre per la città, sottolineando con modalità sempre diverse, a seconda del periodo storico che attraversa, gli aspetti che la caratterizzano. In particolare la generosità, l’opera di benevolenza, la cooperazione e l’allegria che trasmette a quanti la domenica mattina di Carnevale desiderino gustare una scodella di fagioli.

 

fagiolate


Polenta e Merluzzo

Polenta e Merluzzo

 

Tipico piatto di magro con il quale il Mercoledì delle Ceneri si inizia l’austero periodo quaresimale.

Questa tradizione risale alla seconda metà del Cinquecento con la controriforma effettuata dalla Chiesa Cattolica, che decretò l’osservanza della Quaresima, il mangiare magro il venerdì e nelle vigilie.

In Ivrea questa ricorrenza veniva celebrata nei vari rioni per iniziativa di gruppi di cittadini che cucinavano polenta accompagnata da merluzzo e cipolle nei propri rioni, così come avviene ancora oggi per le fagiolate.

Al termine della seconda guerra mondiale il Comitato della Croazia fece sua questa iniziativa conferendole un carattere benefico.

Polenta e merluzzo in numeri

Polenta e merluzzo in numeri

 


Vin brulé

Nei giorni di Carnevale la città di Ivrea è invasa dal profumo di vin brulé, bevanda bollente a base di vino rosso e spezie, che viene utilizzata per scaldarsi ma anche per aumentare le energie.

Ecco come preparare una dose minima vin brulé.

Lavare due arance ed un limone non trattati e tagliarne la scorza senza togliere la parte bianca. Lavare poi una mela, togliere il torsolo e tagliarla a rondelle sottili. Mettere in una pentola un litro e mezzo di vino rosso con tre stecche di cannella, 250 gr di zucchero, dieci chiodi di garofano, la mela tagliata a rondelle e le scorze degli agrumi. Aggiungere poi un pizzico di noce moscata e mescolare per pochi minuti, portare a ebollizione per circa cinque minuti continuando a mescolare, fino allo scioglimento dello zucchero.

 Vin brulé

Testi a cura di Franco Quaccia

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