I momenti

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I momenti

Epifania
È il giorno che dà inizio alla manifestazione dello Storico Carnevale di Ivrea. Il 6 gennaio escono per la prima volta Pifferi e Tamburi che girano per la città, suonando le pifferate. Sempre lo stesso giorno avviene anche l’investitura del Generale in piazza di Città. Il gruppo dei Pifferi e Tamburi trae le sue origini dalle bande militari che accompagnavano anticamente gli eserciti. La data di costituzione risale al 1808, anche se la loro tradizione musicale è di fatto accertata fin dal XVI sec.

I Credendari portano il loro saluto al Magnifico Podestà alla presenza dei gruppi storici. Segue la cerimonia del Sale e del Pane e il Corteo del Gruppo Storico, i Credendari insieme al Podestà, i Pifferi e Tamburi.

La giornata si conclude con la messa in Duomo e la Cerimonia dei Ceri in cui il Magnifico Podestà, accompagnato dal suo seguito e dal Gruppo Storico i Credendari, fa dono al Vescovo del cero votivo per invocare la protezione della Madonna sulla città. Questo momento si ispira a una cerimonia antica che si svolgeva nella cappella dei Tre Re sul Monte Stella, edificata intorno all’anno 1220 su consiglio di San Francesco d’Assisi.

Terzultima domenica prima di Carnevale
La domenica mattina è caratterizzata dalle Fagiolate. I fagioli grassi in questa giornata vengono distribuiti presso le Fagiolate di Bellavista (piazza I Maggio) e San Giovanni (piazza Boves). Il Generale, lo Stato Maggiore e i Pifferi e Tamburi visitano le Fagiolate.

In mattinata il Sostituto Cancelliere prende in consegna dal Gran Cancelliere il Libro dei Verbali sui quali annoterà tutti gli avvenimenti del Carnevale. In seguito avviene la cerimonia della Prise du Drapeau in piazza di Città: viene consegnata una bandiera all’Alfiere dello Stato Maggiore. Le Bandiere sono come personaggi viventi del Carnevale: identificano le Parrocchie cittadine e vengono portate dagli Alfieri, quali testimoni dell’appartenenza e del coinvolgimento di tutta la città.

Nel pomeriggio avviene la prima Alzata degli Abbà: il Corteo si reca presso l’abitazione dei piccoli Priori dei Rioni di San Grato, San Maurizio, Sant’Ulderico, San Lorenzo e San Salvatore. Gli Aiutanti di Campo alzano l’Abbà dal balcone mostrandolo alla folla al suono dei Pifferi e Tamburi mentre il Generale saluta militarmente. Il Sostituto legge il verbale e lo fa firmare all’Abbà, ai genitori, al Generale e ai testimoni. Gli Abbà sono i giovani Priori delle Parrocchie cittadine. Nei tempi passati erano capi autorevoli e riconosciuti e gestivano il tempo festivo tradizionale. Oggi sono impersonati da bambini, due per ogni parrocchia.

Penultima domenica prima del Carnevale
La domenica mattina è caratterizzata dalle Fagiolate. Distribuzione dei fagioli grassi presso le Fagiolate di Montenavale, Cuj dij Vigne (ristorante Modina), Torre Balfredo (presso Casa Giuseppina, via Frandina 2 ore 10.30) e Santi Pietro e Donato (via San Pietro Martire 11).

Visita del Generale, dello Stato Maggiore e dei Pifferi e Tamburi alle quattro fagiolate.

Nel pomeriggio avviene la cerimonia di Riappacificazione degli abitanti dei Rioni di San Maurizio e del Borghetto sul Ponte Vecchio.

Il corteo preceduto dall’ufficiale addetto alle bandiere si reca poi presso l’abitazione dei piccoli Priori dei rioni di San Grato, San Maurizio, Sant’Ulderico, San Lorenzo e San Salvatore (Abbà). Gli Aiutanti di Campo alzano l’Abbà dal balcone mostrandolo alla folla al suono dei Pifferi e Tamburi mentre il Generale saluta militarmente. All’interno dell’abitazione il Sostituto legge il verbale e lo fa firmare all’Abbà, ai genitori, al Generale e ai testimoni.

Seguono la sfilata del Corteo Storico e la Generala in piazza di Città.

Giovedì Grasso
Il Giovedì Grasso inizia con il passaggio simbolico dei poteri civili dal Sindaco di Ivrea al Generale. La cittadinanza viene invitata a calzare il Berretto Frigio nei giorni di Battaglia delle Arance. Il Corteo Storico sfila per la città e i bambini fanno festa in piazza Ottinetti. È anche il giorno della fagiolata Cuj d’via Palma.

Il Corteo Storico si reca in visita al Vescovo, mentre gli Abbà vanno dal Sindaco. Segue l’investitura degli Oditori ed Intendenti Generali delle Milizie e Genti da Guerra del Canavese.

La sera seguono momenti di festa in città. In piazza Ottinetti tutti in maschera per la festa organizzata da J’Amis ad Piassa d’la Granaja mentre gli aranceri festeggiano ognuno nella propria piazza (Mercenari ai Giardini pubblici, Credendari in piazza Freguglia, Diavoli a Diavolandia, Pantere in piazza Vicolo Cerai, Scacchi in via Palma, Morte ai giardini di corso Cavour, Picche in piazza di Città).

Venerdì Grasso
Cena itinerante organizzata dai Citoyens de la Ville d’Ivrée

Sabato Grasso
Il sabato si entra nel clou della manifestazione: viene infatti presentata alla cittadinanza la Vezzosa Mugnaia e insieme a lei, la Scorta d’Onore della Mugnaia. Questo è uno dei momenti più emozionanti del Carnevale, avviene dalla loggia del Palazzo Municipale. Subito dopo prende il via la marcia del Corteo Storico con la Mugnaia a cui partecipano anche le squadre di aranceri in Lungo Dora e nelle piazze cittadine si tengono le feste degli aranceri.

Domenica di Carnevale
La domenica mattina gli eporediesi si recano a prendere i fagioli nelle diverse Fagiolate benefiche della città: Castellazzo (piazza Maretta), San Lorenzo (Ex Polveriera), via Dora Baltea e San Bernardo (piazza della Chiesa). La Mugnaia e il Generale fanno visita a quella del Castellazzo.

Ma è la domenica mattina si tiene uno dei momenti più simbolici di tutto il Carnevale: la Preda in Dora. Il Podestà con il suo seguito e i Credendari, accompagnato dagli Alfieri e dai Pifferi e Tamburi, dal Ponte Vecchio getta dietro di sé verso valle la pietra tratta dal Castellazzo pronunciando la frase “Hoc facimus in spretum olim Marchionis Montisferrati, nec permittemus aliquod aedificium fieri ubi erant turres domini Marchionis” (facciamo questo in dispregio del Marchese del Monferrato, né permetteremo che alcun edificio abbia a sorgere dove erano le torri del signor Marchese) in segno di rifiuto di ogni forma di tirannia.

Nel pomeriggio prende il via la celebre Battaglia delle Arance, con l’inquadramento dei carri da getto. Subito dopo parte la marcia del Corteo Storico.

La sera è il momento dello spettacolo pirotecnico a cui segue il gran ballo presso il Teatro Giacosa, in onore della Vezzosa Mugnaia

Lunedì di Carnevale
Il lunedì mattina il Sostituto Gran Cancelliere legge il verbale della cerimonia e gli sposi, con il piccone e la pala, danno ciascuno un colpo sul terreno nel punto destinato allo Scarlo, mentre tutti i presenti recitano in coro: As pianta ‘l pic a l’uso antic.

Nel pomeriggio inizia la seconda giornata di Battaglia delle Arance, con l’inquadramento dei carri da getto. Subito dopo prende il via la marcia del Corteo Storico.

Martedì di Carnevale
Martedì è l’ultimo giorno di Battaglia. Dopo l’inquadramento e l’ultima marcia del Corteo Storico, avviena la premiazione delle Squadre degli aranceri e dei carri da getto in piazza di Città. La premiazione delle prime tre Squadre a piedi della classifica determinata da tiro, immagine e correttezza; le prime tre Pariglie e i primi tre Tiri a Quattro della classifica determinata da cavalli- finimenti-guida; le prime tre Pariglie e i primi tre Tiri a Quattro della classifica determinata dall’allestimento, i primi classificati Pariglie e Tiri a Quattro determinata dalla combattività.

La sera, prima del Funerale con cui si saluta l’edizione del Carnevale, avvengono gli abbruciamenti degli Scarli nelle piazze. La Mugnaia assiste all’abbruciamento dello Scarlo di piazza di Città in piedi sul cocchio dorato. Quando viene appiccato il fuoco dagli Abbà, leva alta la spada simbolo del riscatto dal tiranno finché la bandiera in cima non è del tutto consumata dal fuoco. Se le fiamme risalgono in fretta il palo è segno di buon auspicio per l’anno da poco iniziato. L’ultimo Scarlo a cui viene dato fuoco è quello della parrocchia di San Grato in piazza Lamarmora. In seguito il Generale scende da cavallo e, conducendo il suo cavallo al morso, dà avvio alla Marcia funebre durante la quale i Pifferi e Tamburi eseguono una triste pifferata a commento del Funerale del Carnevale, mentre gli Ufficiali trascinano sul selciato le loro sciabole. I cittadini seguono il corteo in rigoroso silenzio indossando per gli ultimi momenti il Berretto Frigio. La Marcia funebre si conclude in piazza Ottinetti dove il Generale si accommiata dai Pifferi e Tamburi e li ringrazia, congedandoli simbolicamente in ricordo dei tempi in cui versava loro il soldo per la campagna. Tutti si scambiano il tradizionale saluto Arvédze a giòbia ‘n bot. Il Generale e lo Stato Maggiore tenendosi a braccio e cantando la Canzone del Carnevale si recano di corsa al Palazzo Municipale.

Mercoledì delle ceneri
Il primo giorno di Quaresima vengono distribuiti polenta e merluzzo in piazza Lamarmora dal Comitato della Croazia, cui fa capo il Bano.

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